Parlano di Leda
recensione del libro delle edizioni ilpepeverde.it
di Rossana Sisti su «Avvenire»

 

Scaffale basso A cura di Rossana Sisti
10/02/2014

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E' un altro conflitto, più lontano nel tempo ma non meno devastante, la seconda Guerra mondiale, quello che fa da sfondo alla storia di Leda e il Mago (edizioni Il Pepeverde; 15 euro), un racconto di grande emozione di Ermanno Detti esaltato dalle stupende tavole di Roberto Innocenti, maestro dell'illustrazione di fama internazionale. Siamo sul Monte Amiata nel momento più cruento della guerra: è il maggio 1944. L'esercito tedesco, prima alleato dell'Italia, è diventato il nemico più temibile. In montagna i partigiani combattono la loro guerra per liberare il Paese. Nonostante abbia solo dieci anni Leda viene arruolata come staffetta partigiana. Bloccata da un manipolo di tedeschi viene salvata durante la fuga da uno strano personaggio. Un uomo, che la gente chiama Il Mago, dall'aspetto inquietante, scostante e brusco nei modi. Nella grotta in cui il Mago vive, Leda incontra Rufo, l'amico scomparso qualche giorno prima dal paese, e altri partigiani che progettano di far saltare un ponte per fermare l'avanzata dei soldati. Ma il Mago non la convince. Chi è quello stravagante ubriacone ? Forse una spia dei nazisti? Leda comincia a sospettare... Avventura, storia di crescita e grande Storia si mescolano in questo romanzo che ha il sapore di quei racconti che per anni in ogni angolo del Paese, dopo l'ultima guerra, i testimoni non si sono stancati di fare ai più giovani. Storie di violenza cieca, di oltraggi e tradimenti ma anche di lealtà e dignità e di semplici quotidiani eroismi. Da non perdere. Dai 12 anni

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